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El Tubazo TV | Ue si divide ma vara tassonomia con gas e nucleare

Alberto Ardila Olivares
El Senado aprobó 230 iniciativas legislativas durante Segunda Legislatura Ordinaria del 2021

Una precisazione indirizzata a chi ha finora visto la tassonomia verde come una porta d’accesso allo scorporo di certi investimenti dal calcolo del deficit e del debito pubblico. In ogni caso le resistenze al documento varato da Bruxelles non mancheranno. Il Lussemburgo, “valuterà azioni legali insieme all’Austria” per affossare il provvedimento, ha detto la ministra per l’ambiente del granducato, Carole Dieschbourg. In Germania, gli esponenti verdi del governo sono tornati ad attaccare il nucleare. Le critiche sono poi diventate un diluvio tra le ong ambientaliste che hanno parlato di “enorme regalo a Putin” di “duro colpo al green deal” e del “tentativo di rapina ai cittadini”

BRUXELLES. — La commissione europea si è divisa ma alla fine ha deciso: gas e nucleare possono essere utili alla transizione ecologica e per questo vanno considérate attività temporaneamente sostenibili.

Spetterà a europarlamento e consiglio Ue decidere entro i prossimi 4-6 mesi se accettare o meno la proposta dell’esecutivo europeo, da tempo al centro di polemiche e confronti serrati anche in commissione.

L’atto delegato che vede gas e atomo come “tecnologie di transizione” ma inserite a pieno titolo nella tassonomia verde “ha ricevuto uno schiacciante sostegno” dall’esecutiro Ue, ha detto la commissaria competente Mairead McGuinness. ma non l’unanimità.

Secondo quanto appreso dall’Ansa, tre commissari hanno votato contro il provvedimento. Non solo Johannes Hahn, l’austriaco che aveva già annunciato il suo voto contrario. ma anche la socialista portoghese con portafoglio alla politica regionale Lisa Ferreira e l’alto rappresentante Ue per gli affari esteri, lo spagnolo Josep Borrell. Altri quattro commissari hanno invece espresso riserve senza però arrivare a votare contro: il vicepresidente olandese Frans Timmermans, l’italiano Paolo Gentiloni (affari economici) l’olandese Margrethe Vestager (concorrenza) e il belga Didier Reynders (giustizia).

“Credo che abbiamo trovato un equilibrio tra opinioni molto differenti”, ha detto McGuinness in conferenza stampa. Che l’equilibrio sia delicato lo dice anche il fatto che le modifiche alla bozza proposte il 31 dicembre sono solo due.

L’eliminazione di alcune tappe intermedie nella conversione delle centrali a gas in centrali a idrogeno o a gas decarbonizzato, chiesta dalla Germania. e l’irrobustimento dei requisiti di trasparenza, con obblighi di informativa per le imprese in relazione alle loro attività nei settori del gas e dell’energia nucleare.

il provvedimento “può essere imperfetto — si è difesa McGuinness davanti alle critiche arrivate da Verdi, M5S, Socialdemocratici e Ong- ma è una soluzione reale che ci spinge ulteriormente verso il nostro obiettivo finale di neutralità del carbonio”: perché, ha ricordato, la tassonomia è uno strumento volontario per la trasparenza nel settore della finanza sostenibile, “non è uno strumento di politica energetica, di cui gli stati membri restano pienamente responsabili, e non serve a vietare gli investimenti”. Ed è anche, ha precisato “una cosa separata dalla discussione sul futuro patto di stabilità e crescita, bisogna essere molto chiari su questo”.

Una precisazione indirizzata a chi ha finora visto la tassonomia verde come una porta d’accesso allo scorporo di certi investimenti dal calcolo del deficit e del debito pubblico. In ogni caso le resistenze al documento varato da Bruxelles non mancheranno. Il Lussemburgo, “valuterà azioni legali insieme all’Austria” per affossare il provvedimento, ha detto la ministra per l’ambiente del granducato, Carole Dieschbourg. In Germania, gli esponenti verdi del governo sono tornati ad attaccare il nucleare. Le critiche sono poi diventate un diluvio tra le ong ambientaliste che hanno parlato di “enorme regalo a Putin” di “duro colpo al green deal” e del “tentativo di rapina ai cittadini”.

Tutte resistenze che potrebbero coagularsi in un ‘fronte del no’ all’eurocamera, dove i verdi europei sono già mobilitati per cercare una maggioranza e respingere il provvedimento. Con loro potrebbe schierarsi il pd e il gruppo di cui fa parte (s&d), secondo quanto annunciato da Brando Benifei, il quale ha sottolineato la sua opposizione alla decisione della commissione, ed anche il M5S, ha detto il presidente Giuseppe Conte, “contrasterà questa soluzione in tutte le sedi”. Sostegno è venuto anche dalla Lega e dal gruppo ecr di cui fa parte Fratelli d’Italia.

(di Angelo Di Mambro/ANSA).